Conosco a memoria la parte di un film, uno dei miei preferiti, uno dei tanti che non sono riuscito a condividere con molti, permettimi il gioco di parole. Fight Club. Un film complesso che molti si sono stancati di guardare subito, perché fuori dai canoni perchè vedono solo la violenza e non vanno oltre.
Mi piace sopratutto quando il dialogo raggiunge questo punto e uno dei protagonisti dice" Tu non sei il tuo lavoro. Non sei la quantità di soldi che hai in banca; non sei la macchina che guidi né il contenuto del tuo portafogli. Non sei i tuoi vestiti di marca. Sei la canticchiante e danzante merda del mondo". Lasciando perdere la parte finale perchè non mi sento un escremento canticchiante, mi sento alle volte solo. Solo perchè ci sono volte in cui mi fermo e rifletto su quello che sono e quello che faccio, mi guardo da fuori e vedo in quale punto dell'ingranaggio sono incastrato. Tento di rimanere fuori, ma poi come un obbediente ragazzo i miei bisogni, tali sopratutto perchè creati dalla società mi richiamano alla regola, mi fa venire fame anche quando sono sazio, mi favedere come devo andare vestito, i miei bisogni mi chiedono di tornare in fila, loro non possono aspettare e allora via a timbrare il cartellino, per la spesa, la benzina, per vestiti come si deve, per una casa. Allora è li che mi sento solo, quando sono in mezzo a tutti e penso "c'è nessun'altro che la pensa così? Che ha i miesi stessi momenti di pazzia o lucidità?". E quando cerco qualcuno che vada oltre il suo lavoro, il suo mostrarsi meglio di me, il risultato di una partita o la sua nuova auto non lo trovo, o forse cerco solo nel posto sbagliato. 
E come dice uno dei protagonisti "le cose che possiedi alla fine ti possiedono"Mi piace sopratutto quando il dialogo raggiunge questo punto e uno dei protagonisti dice

