martedì 17 febbraio 2009

Occhi


OCCHI


Dove posso poggiare lo sguardo?
Dove troveranno riposo

questi miei comuni occhi

se non nell'orizzonte infinito dei tuoi
ne sgretolano l'inclinazione diffidente,

l'espressione seria

dettata dalle maschere della vita?

Sino a sciogliersi

sul profilo del tuo volto,

su labbra custodite solo

per esser baciate

e per cantare

le più dolci canzoni.

Dove riposeranno i miei pensieri

che si librano non dallla mia mente,

spiccando il volo dal cuore, sincero,
se non volando

assieme ad altri pensieri di vita pulsante

desiderosi solo

di trovare lo stesso ritmo?

Anche il credere di esser soli

non essendolo,

io prigioniero di un corpo

che vorrei non avesse confine
fino a diventare monte

per giungere da te,

sino a divenire mare,

e baciare la riva della tua casa,

quella che ti porti nel cuore.
Cosicchè vorrei essere

il tintinnare delle vele a riposo,

una barca ormeggiata sulla banchina
sotto la luce alternata di un faro

ne mostra gelosamente la sinuosa forma

ad occhi attenti

che sanno vedere oltre

e dentro
e coccolata dalle onde dolci di bonaccia

o spazzata da moti di tempesta,

sarebbe sicura della protezione del suo gigante
che veglia sulla vita del mare senza fine,

alternanza che appartiene al mondo,

come giorno e notte,

come estate inverno
come io a te.

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